I periti del tribunale: «Fino al 2020 il 75% delle gallerie autostradali fuorilegge»
Gli esperti della Procura nella seconda perizia legata al crollo della Galleria Bertè fanno il punto sulle condizioni dei tunnel fino allo scorso anno. Aspi: «Dal gennaio 2020 nuova procedura di controllo. Tutte le gallerie controllate da società specializzate esterne»

La volta della galleria Bertè è crollata nel dicembre 2019 e solo per un caso fortuito, solo perché nel momento del distacco non passava nessuno e chi è passato dopo ha potuto scorgere per terra i 200 chili di cemento caduti sulla carreggiata ed evitarli, non ci sono state vittime e feriti. L’inchiesta, dei pubblici ministeri Walter Cotugno e Stefano Puppo, coordinati dal procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto vede 21 indagati. Le nuove perizie richieste aggiungono alle prime, che parlavano, per la galleria in questione, di «gravissimi ammaloramenti» e «inadeguati monitoraggi», una valutazione sullo stato delle gallerie fino allo scorso anno, quando è cominciato il massiccio intervento sulle volte che ora paralizza la viabilità: «Il 75% dei tunnel liguri era fuorilegge», si può leggere, nero su bianco, sulle perizie.
All’inchiesta sulle condizioni delle gallerie sono state unite quelle sui falsi report sui viadotto e sulle barriere fonoassorbenti pericolose.
«Subito dopo l’evento della Bertè, Aspi si è dotata, nel gennaio 2020, di una procedura di controllo – fa sapere l’azienda -. Sulla base della stessa ha avviato un programma di ispezioni su tutta la rete nazionale rivedendo in modo critico tutte le ispezioni e pianificando un programma di esame approfondito delle gallerie per la definizione dei piani di ammodernamento». A maggio dello stesso anno, dopo un confronto, il Mims ha recepito a livello nazionale lo standard predisposto da Aspi ed elaborato sulla base delle tecniche francesi del Cetu. Il protocollo proposto a gennaio dalla concessionaria «era fino ad allora assente a livello di settore in Italia. Il piano generale di “assessment” gallerie in corso, ricorda Aspi, ha visto l’avvio di un’ispezione di verifica straordinaria di tutte le gallerie affidata a specializzate società esterne mediante sopralluoghi visivi e indagini di approfondimento, finalizzata a valutare lo stato di consistenza dei rivestimenti delle gallerie e conseguentemente a definire gli eventuali relativi interventi di messa in sicurezza o prolungamento della vita utile dell’opera». Il protocollo istituito e adottato dalla concessionaria negli ultimi due anni, prevede che ogni galleria soggetta alla verifica approfondita venga sottoposta ai necessari interventi di manutenzione sulla base dei rilievi esito delle ispezioni. I controlli approfonditi vengono effettuati anche con tecnologie avanzate per constatare lo stato e lo spessore dei materiali di costruzione della galleria insieme a quello del terreno che circonda l’opera. «A seguito dei controlli effettuati, le linee guida dettano la necessità di interventi di ammodernamento che consentiranno, una volta completati nell’arco di quinquennio, di avere una rete sul piano gallerie completamente riammodernata» dicono ad Aspi. Vista l’esperienza maturata, sono in corso valutazioni di un’evoluzione dell’approccio studiato al fine di ottimizzare gli interventi in corso e renderli quanto più compatibili «con le esigenze anche di ripresa del traffico».
«Tutte le gallerie sono già state controllate con la prima fase del nuovo metodo da società specializzate esterne» concludono all’azienda.


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